Verità dal cielo

Gravido di pioggia

il cielo favella.

La sua foggia plumbea

urla al silenzio del cuore.

 

Quanti trascorsi occulta

l’aria cupa di primavera.

 

Attesta l’opera

della generazione prima,

di anni passati

a forgiare duttili fanciulli.

 

Legandoli senza fine a sé,

eternamente nostalgici

dell’epoca in cui nel nido,

al riparo dal freddo del mondo,

vivevano ignari della sua malvagità.

 

Ed è con quel filtro che molti di loro

continueranno a guardare la vita.

Sarà la diga per il cambiamento,

la maschera ipocrita per il disagio,

la ridotta  a difesa dell’interesse.

 

Così si spiega l’inerzia sociale,

la cecità intellettuale dei manipolati

e la disonestà dei manipolatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *