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Sognando Hollywood. 4-The nun, L’evocazione

Ultimo capitolo dell’universo condiviso di “Conjuring”, avviene in realtà tutto quanto prima dei film precedenti. Valak, il demone suora, il miglior demone che io abbia mai visto finora, è spettacolare e soprattutto molto inquietante.

I luoghi della Romania veramente belli e ansiogeni insieme all’atmosfera in generale. Ora parliamo dei protagonisti principali: il prete, la suora che in realtà non ha ancora preso i voti, e il “francese”. All’interno della suora Irene avviene un cambiamento radicale all’interno della storia: all’inizio sembra una rimbecillita che non sa cosa farne della sua esistenza.

Dopo aver salvato il prete (rischiando una quarantina di volte di ucciderlo!!) e dopo essere fuggita da una quantità di eventi incredibilmente paranormali, sì stupisce di un po’ di sangue sul pavimento: «Che strano!». In effetti le suore demoniache sono comuni, cose da tutti i giorni!! Un Valak al giorno toglie il medico di torno!! Del resto, è solo un po’ di sangue: qualche suora sarà in quel periodo del mese… In effetti Valak sembra continuamente in quel periodo del mese… Sto divagando!! Alla fine suor Irene decide di prendere i voti e cambia, così a caso: diventa più decisa e più consapevole di quel che fa!! Sul prete non c’è molto da dire: personaggio piacevole, ma poco strutturato.

Arriviamo al miglior personaggio del film (suora demone PARLANTE!!!!): il “francese”. Costui l’ho trovato indispensabile per il film in questione per un paio di motivi. Prima di tutto con lui ci sono dei momenti ironici che spezzano momentaneamente l’ansia (sicuramente molto importante in un horror spezzare l’ansia con qualche sorriso senza esagerare). Il suo secondo ruolo è stato quello di collegare (sempre insieme a Valak) questo film a “Conjuring”. Il motivo? Semplicemente è stato bullizzato dalla suora.  

Purtroppo sussiste (che parolone! Mi stupisco di me stesso a volte) una grave pecca per essere un film horror ben riuscito: riesce a spaventare solo per la prima metà del film (non conto i jumpscare). Le idee non mancano di certo (basta vedere la scena di Valak nello specchio, forse la miglior scena del film o le “suore immobili” verso la fine veramente inquietanti), ma dopo un po’ c’è sempre la stessa sequenza: vediamo qualcosa di sfuggito o sentiamo un rumore, i personaggi vanno a controllare, la suora è alle loro spalle, jumpscare… è di nuovo da capo!!!

Prima che lo vedessi molte persone mi avevano riferito che facesse (correggetemi il tempo verbale) paura dall’inizio alla fine; invece, dal mio punto di vista, dalla seconda metà non è più un horror, ma un film d’avventura!!! Un intero monastero in Romania (che sembra quasi un castello) e mi spavento meno che in una semplice casetta di campagna come nel primo “Conjuring”, e questo non è ammissibile in un horror decente!!! Ciò nonostante è un bellissimo film e continuerò ad assistere alla continua evoluzione di questo universo condiviso. Gli do un 7 e mezzo!!!

Come sempre ditemi che ne pensate e suggeritemi altre recensioni!!

Gabriele Tron

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