Sakura o umana fragilità

Petali piovono,
attimi ruzzolano
nel l’abisso dell’eternità.
Dolori precipitano,
si estinguono amori.
Pensieri soccombono
oltre l’orizzonte cupo del cosmo.
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Petali piovono,
attimi ruzzolano
nel l’abisso dell’eternità.
Dolori precipitano,
si estinguono amori.
Pensieri soccombono
oltre l’orizzonte cupo del cosmo.
A contrastare la visione antileopardiana della poetica di Roberto Siano, documentata in questo sito dalla poesia “Natura”, una nuova lirica incentrata sui temi del Tutto e del suo fedele ed implacabile vicario, il Tempo.
Ancora una volta, l’ambientazione è cosmologica: ogni cosa precipita, un ignoto buco nero ingoia famelico le rare e fugaci gioie dell’esistenza.
Il verso libero, stavolta, si sottopone ad un principio ordinatore minimale: il più volte presente binomio soggetto-verbo (o verbo-soggetto). I petali piovono, gli attimi scorrono verso l’imbuto di un’eternità oscura, i dolori – forse l’unica consolazione lasciata all’uomo da queste righe, i petali di ciliegio del titolo che, nonostante tutto, si ostinano a rifiorire ogni primavera – vengono meno, così come i volatili amori.
Tutto, alla stregua dei petali, si estingue e volge verso terra, come se la legge di gravità fosse una condanna senza prescrizione.
Emerge un tenue chiasmo tra sostantivi e predicati (dolori/amori – precipitano/si estinguono), appena temperato dalla forma riflessiva del secondo verbo (“si estinguono”), ma questa scelta retorica non è sufficiente per farci godere i fiori rosa del sakura: dalla poesia è bandita Speranza.
Al di qua e al di là della caverna in cui ci consumiamo, vittime sacrificali sono gli uomini e la Ragione, entrambi soccombenti anche nell’ultimo aldilà, “oltre l’orizzonte cupo del cosmo”.
Un testo da leggere, se possibile, subito prima di “Natura”. Tanto per non intristirsi – ma sì, giusto un poco – e poi ritrovare slancio.
Aspettiamo la terza, Roberto!