Natura

La madre degli uomini

dischiude i suoi accessi.

Adorna con petali il giorno,

ricopre di una coltre variopinta la vita.

Scorre negli anfratti,

infinite gallerie del cosmo,

la magia del risveglio,

sempre inedito anelito

della vita che trasforma tutto.

2 Commenti

  1. Un docente di matematica filosofo e poeta? Tutto sembra essere possibile all’Istituto “Prever” di Pinerolo!
    E allora, dato che i versi di Roberto sono interessanti, ne proponiamo qui di seguito una breve guida alla lettura, sperando che tanti vogliano seguirci e darci il loro parere in merito.
    C’era, circa trecento anni fa, un filosofo, Baruch Spinoza, che sosteneva che dire Natura evocava la presenza di Dio (e viceversa).
    In “Natura”, la poesia di Roberto Siano, la struttura del verso è libera, affrancata da eccessive leggi metriche.
    Significative allitterazioni della consonante dentale “t” avvolgono gli ultimi due versi (vi-t-a, t-rasforma, t-u-tt-o), con una rimalmezzo (inedito-anelito) che vuole sorprendere il lettore, indurlo ad un pacato ottimismo.
    Sì, perché, al contrario di Leopardi, per Roberto la Natura è “madre degli uomini”: un’essenza che abbellisce e colora l’esistenza umana. Ma la Natura è anche forza: una forza nascosta ai più, una forza che percorre gli “anfratti”, i sentieri non battuti del cosmo. Una forza che confluisce nel risveglio, nel principio di un giorno eterno che fa sempre nuova ogni cosa. Cantico alla Natura o salmodico rendimento di grazie per ciò che ci attornia e da cui traiamo linfa?
    A voi altri commenti, a Roberto (rima baciata) i complimenti!

  2. Non posso competere con un’analisi così importante. Comunque la poesia è evocativa e mi piace, bella anche l’immagine. L’ascolterei sorseggiando un Rivus Ferrin Friuli Grave.

Rispondi a paolocavallo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *