spazio con pianeti blu

I pensieri di Dhore Fhorset (libera interpretazione poetica su un racconto di fantascienza)

Mi sono persa in labirinti di parole

e non so più qual è il nome che definisce i mille cieli.

Mi sono fermata davanti a cartacce inutili di giorni dal suono dissonante.

Ho barcollato davanti a strade infinite che sanno di cemento, perché ho perso il sentiero segnato da lucciole pazienti, e angeli splendenti.

Mi sono fermata perché a volte il viaggio nel mondo non perdona e il dubbio batte come martello incalzante, confondendo scie ben tracciate, dal profumo di carezza.

Forse sono solo stanca,

per il cammino lungo

sotto un sole che non volevo. S.M.C.

2 Commenti

  1. Mi piace immaginare che questo sia il pensiero di Dhore, quando dà il via alla procedura di curvatura per arrivare dove nessuno è ancora giunto e provare a scoprire se, per una volta, il caso si mette dalla sua parte, o almeno faccia finta di non vederla, l’ha sfidato e un minimo di considerazione se la merita.
    Grazie Silvia per la tua bella poesia

  2. Grazie, Adam, della tua sollecita attenzione. Certo Dhore è una esperta in curvature: ha assunto posizioni e ruoli che neanche si immaginava, che forse neanche le competevano. Si è testata, messa alla prova, come si testa una qualsiasi sostanza, o si “tasta” un vino per vedere se si avvicina all’idea della Perfezione del Gusto. Chissà, davvero, se Dhore, tra una curvatura e l’altra approderà nel suo luogo di pace. Se approderà dove finalmente l’atmosfera è quella che può respirare, e è più non le potrà nuocere. Forza, Dhore…ce la puoi fare!!!! Perché sono le persone come te, quelle che non trovano collocazione, che probabilmente più la meritano.

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