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Erano i primi anni in cui insegnavo all’alberghiero, i “tempi d’oro” delle tredici prime e proprio nella tredicesima c’era un ragazzo che, durante gli intervalli, andava in cortile, sotto la vicepresidenza, e sfidava i compagni, senza basi, a gare di freestyle. Il tempo è passato, quel ragazzo è cresciuto ma la passione è rimasta e le canzoni che ha prodotto sono veramente tante, dalle prime più autobiografiche come “Una settimana da Wedra”  e “Spara” alle canzoni più recenti che propongono temi più complessi. Non ha fatto i soldi, non è famoso come Neffa, Fabri Fibra, Emis Killa, Marracash ma nella musica ci mette il cuore, tutto se stesso e le numerose cicatrici che la vita gli ha lasciato addosso e chissà, magari un giorno sentiremo parlare di lui  “in radio” (tanto per fare una citazione famosa). Ma anche se questo non dovesse succedere, per quelli che gli sono veramente vicino, sarà sempre il ragazzo con la musica nel sangue e cresciuto controvento un po’ come quella famosa barca a vela di un film di Stefano Reali.

Come di consueto vi propongo un paio di canzoni. Visto che domani è San Valentino vorrei fare un po’ come i 99 posse che propongono, in modo ossimorico, come “canzone d’amore” il loro brano “odio”, questa song parla di delusioni, d’altronde da un single incallito come me cosa potevate aspettarvi? 😉

In questa canzone si parla di un amore finito “non posso tradirti non sei mia, sei già di qualcunaltro”,  di un sentimento che rimane, della speranza, tradita, di sentire, anche solo a livello di vicinanza, la persona che si ha amato, “per gli altri ci sei sempre, per me so che tu non ci sarai”. Una sorta di autunno che prelude all’inverno dopo che l’estate è stata così bella. Inoltre in questa canzone c’è una frase che, se ricordate il mio primo articolo, è un po’ un appello che ho fatto, “p.p. ascoltatele le parole ogni volta che faccio un pezzo!” Se vi piace questo pezzo ascoltate anche “Mi scorderò di te”.

Nell’evoluzione musicale ma non solo si può notare una sorta di universalizzazione che, in parte, è rappresentata dalle location dei video che dalla piccola Giaveno spesso si sposta nella città e nel messaggio che passa da una visione introspettiva ad un messaggio “erga omnes” come testo e video della canzone che segue.

Aveva ragione Platone e noi siamo mezze mele alla disperata ricerca dell’altra metà e quando pensiamo di averla trovata, se non è lei, ci lascerà con il cuore in frantumi? Oppure in realtà siamo esseri completi e anche un po’ egoisti, portati ad anteporre i nostri interessi e destinati a spezzare il cuore di chi vede in noi quello che non siamo? Questa canzone ci lascia con questo dubbio ma con la certezza che il risultato è lo stesso… cuori infranti!

Una canzone che, se fosse stato famoso, sarebbe sicuramente diventato un tormentone estivo è “Nella mia testa” con un sound molto orecchiabile e un ritornello “ripetutamente” per dirla alla 99 posse.  Vi raccomando di ascoltare anche altre canzoni come “Resto io”, “Se ti rivedrò”,  “Muoviti”, “Sembra ieri” e… tutte le altre!

L’articolo si conclude qui, spero vi sia piaciuto e chissà, magari lo andremo ad ascoltare insieme live.

Buon San Valentino a tutt*, andate e moltiplicatevi! Qualcuno ha bisogno delle mappe o degli schemi? … 😛

GM

2 Commenti

  1. Come al solito ci fai sentire qualcosa di alternativo.
    Non è il tipo di musica che ascolto.

    Le canzoni però hanno dei bei testi. Peccato che la prima l’abbia presentata con un po’ di espressioni poco educative.
    Forse se non è famoso è perchè non ha santi in paradiso o non cerca compromessi.
    Avevo anch’io un compagno di classe molto bravo.

    Suona blues e cose così, qui non se lo filava nessuno è andato negli USA e lì per anni ha suonato con un famoso gruppo di rock blues.
    Ora qui da noi nonostante sia ancora più bravo di prima, ogni tanto fa concerti nei pub.

  2. Un paio di anni fa parlavo con un ragazzo di Carignano di hip hop e ho citato Fedez, lui quasi scandalizzato mi dice “No, Fedez è un venduto”, subito ho pensato che ripetesse cose sentite da altri ma poi ho riflettuto un attimo sulla sua affermazione, sono tornato a casa e ho iniziato ad ascoltare un po’ di canzoni, soprattutto delle prime e ho capito cosa intendeva con quell’espressione. Altro che espressioni poco educative le prime canzoni di Fedez sono piene di frasi volgari (ma questo sinceramente per me non è mai stato un grandissimo problema, per dirla con i Mercanti di liquore “non mi provova vergogna la volgarità il baccano perchè anche l’occhio pesto può vedere assai lontano”), e forme di machismo e omofobia. Ora su alcuni temi può esserci stata una maturazione che lo ha portato a cambiare le sue vedute ma sinceramente la sensazione che le canzoni siano diverse per fare in modo che potessero essere commercializzate più facilmente rimane.

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