1-Nascita ed espansione dell’Islam (570-732 d.C.)
Nel VI secolo, quando stava per combattersi in Italia la Guerra Gotica (535-553), la penisola arabica era nel mirino dell’impero di Bisanzio e dell’impero persiano, che sostenevano con armi e denaro alcuni stati satellite (i bizantini erano presenti a Palmira, in Siria, i persiani nella zona immediatamente a sud della Mesopotamia).
Nel centro della penisola arabica era presente un grande deserto, nel quale vivevano, da nomadi, tribù beduine, che basavano la loro economia su pastorizia e commercio di ovini e cammelli. Se l’economia stanziale era molto povera, molto importanti e ricche erano le carovane che attraversavano il deserto arabico, che portavano avorio e schiavi dall’Africa, spezie e tessuti dall’estremo oriente.
La realtà religiosa della penisola arabica era per lo più di tipo animista, politeista; nei maggiori centri abitati dell’Arabia erano così sorte grandi aree commerciali a fianco di luoghi di culto frequentati dalle popolazioni di passaggio e dalle tribù locali.
Il luogo di culto più importante della penisola arabica era la Ka’ba di La Mecca: inizialmente un tempio politeista frequentato da numerosi pellegrini di passaggio. Nel VII secolo, le famiglie più ricche di La Mecca, quelle dei mercanti, misero le mani sulla Ka’ba (ove era custodito un frammento di meteorite) e organizzarono i pellegrinaggi, ricavando molto denaro dagli scambi commerciali e dalle offerte dei fedeli.
Nato nel 570, Maometto divenne inizialmente mercante e viaggiò molto tra Siria e Palestina. Attorno al 610 gli apparve l’Arcangelo Gabriele che gli rivelò una serie di messaggi di Allah. La sua conversione al monoteismo e le sue prediche contro le famiglie di commercianti e affaristi di La Mecca gli meritarono l’odio di queste ultime. Maometto, nel 622, fu costretto a compiere l’ègira (allontanamento) da La Mecca e a rifugiarsi a Medina. Dopo essersi circondato di fedeli, Maometto riuscì a fare ritorno a La Mecca e a sconfiggere i suoi nemici nel 630. Quindi impose il culto di Allah, prima di morire nel 632.
I cinque pilastri dell’Islam sono i seguenti: credere in Allah, unico Dio; pregare cinque volte al giorno rivolti a La Mecca, scongiurando gli angeli del male di non influenzare la nostra vita quotidiana; fare elemosina in proporzione ai propri beni; effettuare il digiuno annuale (il Ramadam); visitare almeno una volta nella vita La Mecca.
