parla della peste e delle sue conseguenze su Firenze<\/a>. Inviata dalle stelle o da Dio per punire i peccati degli uomini, la peste, partita da Caffa (sul Mar Nero), aveva fatto migliaia di vittime nel bacino del Mediterraneo. I fiorentini avevano pulito come potevano le strade e dato consigli di quarantena. Nemmeno le preghiere ardenti del popolo servivano per\u00f2 a far smettere gli effetti del morbo. La peste o faceva colare sangue dal naso (e ci\u00f2 voleva dire morte certa in pochi giorni) o faceva gonfiare i linfonodi delle ascelle; da l\u00ec in avanti, altri linfonodi di color scuro spuntavano ovunque e il malcapitato non poteva che morire in poco tempo. Le possibilit\u00e0 di trasmissione della malattia erano moltissime: bastava parlare con un malato o addirittura toccare qualche suo abito per contrarre la peste. Per questo le persone stavano tra di loro, in numero molto ridotto, cercando di trovare un po\u2019 di piacere o bevendo vino o mangiando o raccontando belle storie, rifiutandosi di parlare di quello che succedeva fuori. Altre persone invece facevano bagordi, feste e banchetti: pensavano che quella fosse l\u2019univa medicina, per dimenticare il dolore e vivere felici gli ultimi giorni delle loro esistenze. Tutti morivano con tale facilit\u00e0 che nessuno vigilava pi\u00f9 sulle regole cittadine e ciascuno faceva quello che voleva, ampliando il contagio in Firenze. Il male, la peste, simboleggiano non l\u2019inferno di Dante o la perdizione di Petrarca, ma una delle condizioni in cui pu\u00f2 vivere un essere umano su questa terra. Quello di Boccaccio \u00e8 dunque un testo molto laico, svicolato dalla teologia, che tanto aveva condizionato le visioni del mondo dei suoi due predecessori.<\/p>\n\n\n\nNella terza parte del Decameron<\/em>, Boccaccio inserisce le cento novelle raccontate dai giovani. Essi, trovato riparo in campagna, si mettono al sicuro dal contagio e cercano di far passare con gioia moderata il tempo, raccontandosi novelle di vario genere, quasi tutte incentrate su prese in giro del clero (ritenuto assolutamente inattendibile e ipocrita), sull\u2019esaltazione dell\u2019intelligenza, utile per evitare i colpi del destino. I personaggi che pi\u00f9 si vedono in questi racconti sono quelli del mercante (sveglio, capace, avido di guadagno, spregiudicato), il frate (immorale, sciocco o inattendibile), la donna (capace di sedurre ma anche di usare l\u2019intelligenza e salvare dalla rovina l\u2018uomo che ama). Boccaccio \u00e8 dunque capace, con un linguaggio doppiamente volgare (italiano corrente e italiano basso) di dare forma ai valori di una nuova societ\u00e0, quella che nascer\u00e0 della tragedia della peste: la societ\u00e0 dei borghesi.<\/p>\n\n\n\nI temi trattati nelle dieci giornate sono a volte liberi, a volte dedicati a temi specifici: il ruolo della fortuna, del caso nelle vite umane, la capacit\u00e0 intellettive (come quelle di Andreuccio da Perugia, prima derubato a Napoli e poi in grado di rifarsi), gli amori felici e infelici, le battute di spirito (come quelle di Chichib\u00eco, che gli evitano una brutta punizione da parte del signore per cui lavora, Currado Gianfigliazzi), le beffe (come quella che subisce lo stolto Calandrino da Maso e dagli amici Bruno e Buffalmacco) e gli atti di generosit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Con il Decamerone, che in greco significa \u201cdieci giornate\u201d, Giovanni Boccaccio vuole ritrarre uno spaccato di vita quotidiana all\u2019interno di una compagnia di dieci giovani membri dell\u2019alta borghesia fiorentina, i quali si ritrovano, per scappare da Firenze, durante la quarantena causata dalla peste bubbonica del 1348. I dieci (tre ragazzi e sette ragazze) si danno…<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[1320,236],"tags":[],"class_list":["post-55565","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-assaggio","category-community"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55565\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}