email-subscribers domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121post-views-counter domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121Nasce ad Agrigento, in provincia, da famiglia agiata di possessori di zolfare ovvero di miniere di zolfo; si forma a Palermo e a Roma; si laureer\u00e0 a Bonn, in Germania, con una tesi sul dialetto agrigentino, segno del suo legame fortissimo con la terra d’origine.<\/p>\n\n\n\n
Nel 1903 le miniere di famiglia saranno allagate e lui subir\u00e0 un duro colpo economico, dovendo impegnarsi nell\u2019insegnamento universitario per sopravvivere. Per ottenere una cattedra, scriver\u00e0 il saggio sull\u2019Umorismo <\/em>nel 1908, secondo il quale “L’umorismo \u00e8 il sentimento del contrario”. <\/p>\n\n\n\n Ci\u00f2 significa che il riso sanziona uno scarto rispetto al mondo come ce lo siamo immaginato, al mondo che ci sembra “vero”: l’imprevisto, la buccia di banana su cui scivoliamo, ci fanno ridere perch\u00e9 non ci aspettavamo che le cose andassero a quel modo. Essi contraddicono la nostra idea di “Verit\u00e0”. <\/p>\n\n\n\n Se il riso rimane fine a se stesso, per\u00f2, non ci fa pensare ulteriormente alla situazione ridicola, esso \u00e8 simbolo della comicit\u00e0<\/em>; se invece il riso provoca una riflessione, ci costringe a tornare ad approfondire i motivi per cui abbiamo riso (dopo una caduta inizialmente ridicola, ad esempio, chiediamo a chi \u00e8 a terra se sta bene): esso produce umorismo<\/em>. Altro caso, molto caro a Pirandello, \u00e8 quello di una donna di mezz’et\u00e0 che si trucca e veste come una diciottenne. Fa ridere tutti, ma il motivo che la spinge ad abbigliarsi cos\u00ec \u00e8 serio: teme di perdere il marito, per cui accetta convenzioni che non dovrebbe pi\u00f9 accettare, pur di non essere lasciata.<\/p>\n\n\n\n Dal 1909 Pirandello scrive per il quotidiano Il corriere della sera<\/em>, una serie di novelle, che confluiranno nella raccolta Novelle per un anno<\/em>. Al 1921 risale invece la sua opera teatrale pi\u00f9 importante, Sei personaggi in cerca d\u2019autore.<\/em><\/p>\n\n\n\n Pirandello rimarr\u00e0 sempre un \u201csiciliano\u201d, a causa delle idee tradite di progresso e di miglioramento del sud, pi\u00f9 volte bandite da Roma ma mai davvero messe in pratica.<\/p>\n\n\n\n Egli vive la crisi del Positivismo in modo radicale: arriver\u00e0 a negare la conoscenza scientifica a tal punto da negare che esistano valori universali, condivisi da tutti.<\/p>\n\n\n\n Valori ricorrenti nella sua scrittura:<\/p>\n\n\n\n -Relativismo (tutto \u00e8 soggettivo, nulla ha il potere di essere eterno, di durare per sempre e per tutti)<\/p>\n\n\n\n -Soggettivismo (solo il soggetto costruisce la propria realt\u00e0 che, essendo del singolo, non \u00e8 universale, valida per tutti)<\/p>\n\n\n\n -Umorismo (ci\u00f2 che fa ridere \u00e8 un’infrazione allo scorrimento ordinato del reale, lo spezza: noi ridiamo solo perch\u00e9 avviene quest’infrazione, non per il gesto in s\u00e9).<\/p>\n\n\n\n Egli non crede che l\u2019uomo abbia una sola personalit\u00e0, ma che ne abbia tante quante sono le situazioni in cui si trova a vivere (influsso dello psicologo Alfred Binet, di cui egli aveva letto qualche saggio a causa della malattia mentale di cui soffriva la moglie, sposata nel 1894).<\/p>\n\n\n\n La verit\u00e0, dunque, non esiste. Esiste solo la realt\u00e0, che noi affrontiamo, per motivi di comodo, perch\u00e9 cos\u00ec siamo meglio riconoscibili dagli altri, usando una MASCHERA.<\/p>\n\n\n\n Appena ce la strappiamo (o qualcun altro lo fa), precipitiamo nella FOLLIA, perdiamo la nostra possibilit\u00e0 di essere riconosciuti dagli altri e diventiamo diversi, non omologati, senza senso sociale.<\/p>\n\n\n\n I principali romanzi che egli scrive durante la fase giovanile della sua esistenza sono:<\/p>\n\n\n\n –L\u2019esclusa <\/em>(1893)<\/p>\n\n\n\n – Il turno (1895<\/em>)<\/p>\n\n\n\n – Il fu Mattia Pascal <\/em> (1904)<\/p>\n\n\n\n – I vecchi e i giovani<\/em> (1909)<\/p>\n\n\n\n Il fu Mattia Pascal<\/em> \u00e8 sicuramente il testo che porta Pirandello alla ribalta, nel modo letterario italiano di primo Novecento, sino ad allora pervaso dal dannunzianesimo, dal simbolismo e dai romanzi storici.<\/p>\n\n\n\n Esso tratta la storia di un bibliotecario, Mattia Pascal di Miragno (paese ligure di fantasia), uomo e marito mediocre, vessato dalla suocera che non gli perdona di aver sposato la figlia Romilda, che non ha un vero futuro, al di fuori della tutela dei libri lasciati al paese da un monsignore. <\/p>\n\n\n\n Stanco di queste continue prese in giro, va a giocare in un casin\u00f2 e per caso vince una bella somma. Quando sta facendo ritorno, in treno, al paese ligure in cui vive, legge su di un giornale lasciato su un sedile che, nel suo comune, \u00e8 stato trovato morto un uomo che gli corrisponde fisicamente e che tutti credono sia Mattia Pascal. Se Mattia Pascal \u00e8 morto, allora il nuovo Mattia Pascal pu\u00f2 tentare di vivere una vita nuova, altra, diversa da quella di prima, modificando tutto. <\/p>\n\n\n\n Prosegue il suo viaggio sino a Roma, dove si stabilir\u00e0 in casa Paleari e acquisendo il nome di Adriano Meis. In quella casa conoscer\u00e0 Adriana, di cui si innamorer\u00e0, ricambiato. Il loro amore non potr\u00e0 trovare compimento perch\u00e9 Adriano \u00e8 una creatura di fantasia: vive sicuramente nella vita, ma non \u00e8 mai esistito, non ha la carta di identit\u00e0, i documenti, che lo attestino in vita (manifestazione dell’umorismo pirandelliano). <\/p>\n\n\n\n Per tornare ad essere se stesso, Mattia Pascal finger\u00e0 il suicidio in riva al Tevere di Adriano Meis e torner\u00e0 in Liguria. L\u00ec trover\u00e0 tutto cambiato: la moglie si \u00e8 risposata ed ha gi\u00e0 una bambina, il paese non lo riconosce pi\u00f9. L’unico posto accogliente sar\u00e0 la sua biblioteca, dove torner\u00e0 a lavorare, perch\u00e9 anche egli, come i libri che custodisce, \u00e8 ormai una persona di carta. L’unica azione permessagli, molto umoristica (cio\u00e9 molto controversa, molto da ripensare) \u00e8 il portare al cimitero i fiori sulla “sua” tomba (ovvero sulla tomba dello sconosciuto che tutti pensavano fosse lui sino a poco tempo prima), sulla lapide del “fu Mattia Pascal”.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Nasce ad Agrigento, in provincia, da famiglia agiata di possessori di zolfare ovvero di miniere di zolfo; si forma a Palermo e a Roma; si laureer\u00e0 a Bonn, in Germania, con una tesi sul dialetto agrigentino, segno del suo legame fortissimo con la terra d’origine. 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