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{"id":55353,"date":"2020-04-01T11:57:44","date_gmt":"2020-04-01T09:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prever.edu.it\/comprever\/?p=55353"},"modified":"2020-11-06T16:31:59","modified_gmt":"2020-11-06T15:31:59","slug":"la-storia-della-mafia-in-italia-1860-1994-parte-1-lottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/la-storia-della-mafia-in-italia-1860-1994-parte-1-lottocento\/","title":{"rendered":"La storia della mafia in Italia (1860-1994). Parte 1: l’Ottocento"},"content":{"rendered":"\n

Cari ragazzi, dato che l’educazione alla cittadinanza costituisce una delle forme pi\u00f9 forti all’educazione alla legalit\u00e0, inizia qui un percorso in pi\u00f9 tappe dedicato alla storia della mafia italiana, colta nei suoi intrecci con politica ed economia, lungo tutto il Novecento. Al fondo, una filmografia per capire qualcosa di pi\u00f9 sul tema. Buona lettura e buona visione!<\/p>\n\n\n\n

Quando nacque la mafia? La domanda \u00e8 da 1 milione di dollari. Secondo Il romanzo di un bandito <\/em>di Giuseppe Petrai, la Mafia nacque a Mazara del Vallo nel giugno del 1799, all\u2019interno di una taverna; secondo Pasquale Villari, storico e studioso, la Mafia nacque per generazione spontanea. Il termine mafia<\/em> prese piede, anche nell\u2019italiano colto dei vocabolari, dopo l\u2019Unit\u00e0: se ne parlava gi\u00e0 in un romanzo I mafiusi di la Vicaria<\/em> di Giuseppe Rizzotto e, nel 1865, un funzionario di stato, il prefetto di Palermo Gualterio, indicava stretti legami tra potere politico e l\u2019ardire, l\u2019essere baldanzoso, l\u2019arroganza di chi si chiamava mafioso. La Sicilia, sin dal Medioevo, era una terra feudale, in cui il popolo obbediva ai principi senza fiatare: nel 1129 era stato creato dal normanno Ruggero II un parlamento siciliano, ma in seguito le dinastie che ressero l\u2019isola non vi abitarono stabilmente quasi mai. Ci\u00f2 diede modo di far nascere, nelle coscienze dei siciliani, l\u2019idea che il potere non riguardasse mai i siciliani in prima persona, ma solo stranieri: essi diventavano perci\u00f2 uomini da odiare in quanto fastidiosi controllori esterni (esempio molto forte di quest\u2019insofferenza contro il potere esterno furono i cosiddetti Vespri siciliani<\/em>, che portarono nel 1282 la popolazione isolana a ribellarsi ai francesi). Sicuramente, un nesso molto forte, utile a spiegare il radicamento del pensiero mafioso, fu il subdolo legame tra nobili locali e popolo: quest\u2019ultimo fu pi\u00f9 volte utilizzato dagli aristocratici per costituire, attorno al duca o al conte di turno, bande di rivoltosi che attaccavano gli esponenti del potere costituito. La mafia alta, quella dei padroni, dei latifondisti e dei nobili, si univa alla mafia bassa del popolo, in una rete cos\u00ec estesa da non poter essere chiarita da alcun estraneo al sistema di vita della Sicilia: ci\u00f2 fu molto chiaro nei primi cinquant\u2019anni dopo l\u2019unificazione della penisola italiana (1861-1901), dato che anche Garibaldi si serv\u00ec del popolo nella sua avanzata anti borbonica del 1860-61 e che, quando il siculo Francesco Crispi prese il potere come ministro dell\u2019interno nel 1876, si inizi\u00f2 a negare apertamente l\u2019esistenza di una mafia, di un secondo stato nello Stato. Fu questa una reazione all\u2019Inchiesta sulla Sicilia<\/em> (condotta a termine nello stesso anno da Leopoldo Franchetti e da Sydney Sonnino, futuro ministro degli esteri italiano), nella quale appariva invece gi\u00e0 assodata la presenza di un secondo stato che era in grado di delinquere e sfuggire alla giustizia grazie a numerosi fiancheggiatori e sostenitori dei briganti mafiosi, al soldo dei nobili (all\u2019epoca quasi tutti appartenenti alla massoneria siciliana).<\/p>\n\n\n\n

Uno dei primi tentativi di contrasto al potere della nobilt\u00e0 siciliana appartenente alla mafia si ebbe nel 1893, con i Fasci siciliani: una serie di scioperi e di blocchi della produzione attuata dai contadini sfruttati dai latifondisti. Con la scusa di aggredire il pensiero socialista che si stava diffondendo in Sicilia, il primo ministro Crispi fece attribuire ai prefetti maggiori poteri di controllo sociale. Un\u2019altra roccaforte del potere politico era il controllo del comitato di amministrazione del Banco di Sicilia. Nel 1893, uno dei pochi nobili di moralit\u00e0 specchiata, allontanato da Crispi dalla direzione generale del Banco di Sicilia, venne ucciso a pugnalate sul treno Messina-Palermo, il suo cadavere gettato da un finestrino nei campi. Il suo omicidio \u00e8 simbolico di una lunga stagione di omert\u00e0: a parte due ferrovieri che lo avevano pugnalato, il mandante venne scoperto in un certo Palizzolo, deputato al parlamento di Roma, amico di Crispi, processato e condannato a trent\u2019anni di carcere nel 1902. Il rischio di una rivolta in Sicilia, la minaccia di una secessione dall\u2019Italia convinsero il neo primo ministro Giolitti a cercare una mediazione con la nobilt\u00e0 latifondista siciliana. Per evitare problemi al nord, si accett\u00f2 l\u2019idea che la Sicilia poteva essere abbandonata nelle mani dei mafiosi. Palizzolo, in cassazione, fu scagionato per mancanza di prove e liberato.<\/p>\n\n\n\n

Fu il trionfo della mafia e dei suoi sostenitori: i latifondisti e i gabelloti, ovvero coloro che, dopo aver affittato dai proprietari i grandi feudi, li dividevano e li davano in affitto ad amici degli amici (tenendosi ovviamente in tasca una parte degli affitti riscossi). I cugini Nino e Ignazio Salvo, due tra i pi\u00f9 importanti mafiosi siciliani tra gli anni \u201950 e \u201990 del Novecento, sono stati gli ultimi prosecutori di questa \u201cnobile\u201d professione.<\/p>\n\n\n\n

Leggi la seconda parte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Cari ragazzi, dato che l’educazione alla cittadinanza costituisce una delle forme pi\u00f9 forti all’educazione alla legalit\u00e0, inizia qui un percorso in pi\u00f9 tappe dedicato alla storia della mafia italiana, colta nei suoi intrecci con politica ed economia, lungo tutto il Novecento. Al fondo, una filmografia per capire qualcosa di pi\u00f9 sul tema. Buona lettura e…<\/p>\n","protected":false},"author":85,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[1320,236],"tags":[],"class_list":["post-55353","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-assaggio","category-community"],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55353\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}