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Don Rodrigo, per mettere le mani su Lucia, capendo la difficolt\u00e0 di rapirla da un convento, si rivolge al pi\u00f9 noto malfattore della sua epoca: l\u2019Innominato. Egli riesce con facilit\u00e0 a convincere l\u2019amante di suor Gertrude a facilitare il rapimento. Lucia, fatta uscire dal convento, viene caricata a forza su di una carrozza e condotta dai suoi bravi nel castello dell\u2019Innominato. Siccome le grida e le implorazioni di Lucia hanno fatto un certo effetto anche su di un gangster incallito al soldo dell\u2019Innominato, il Nibbio, l\u2019Innominato stesso decide di incontrare Lucia. Il discorso che si sente fare da lei lo turba moltissimo (durante la prigionia Lucia far\u00e0 voto di non sposare mai pi\u00f9 Renzo, a patto che egli possa tornare a casa sano e salvo).<\/p>\n
Tornato nelle sue stanze e messosi a dormire, l\u2019Innominato non prende sonno perch\u00e9 la voce della sua coscienza si \u00e8 svegliata. Che fine far\u00e0, dopo tutto il male compiuto in vita? In quel momento, non gli interessa che cosa l’attenda oltre la vita, l\u2019aldil\u00e0: come il pastore errante di Leopardi, non trova pi\u00f9 un significato alla sua esistenza terrena. Pensa allora di farla finita con un colpo di pistola.<\/p>\n
Ma, mentre la disperazione sembra vincerlo, ritorna con il pensiero ad una frase di Lucia: \u201cDio perdona tante cose, per un\u2019opera di misericordia\u201d. Questa frase gli risuona incessante nella testa; all\u2019improvviso, dopo la notte insonne, sente un suono di campane (ascolta il capitolo XXII\u00a0qui<\/a>; leggilo qui, a pag. 485<\/a>).<\/p>\n Dopo aver mandato uno dei suoi sgherri in paese, gli viene riferito che quella \u00e8 la giornata della visita pastorale dell\u2019arcivescovo di Milano, Federico Borromeo<\/a>. Decide di andare da lui e parlargli. Entra in paese e si fa ricevere da lui. E\u2019 un incontro tra titani: da un lato c\u2019\u00e8 infatti l\u2019Innominato, il peggiore criminale dei suoi tempi, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 Borromeo<\/a>, un sant\u2019uomo ricco di cultura, dottrina e piet\u00e0 autentica. Dio ha toccato il cuore dell\u2019Innominato, con grande forza; egli ne \u00e8 rimasto fulminato e decide di cambiare vita, riparando ai torti che ha compiuto. Per prima cosa liberer\u00e0 Lucia: andranno a prenderla al castello la sarta locale e don Abbondio, che era in paese per la visita dell\u2019arcivescovo di Milano.<\/p>\n Ad Olate giunge la notizia della conversione dell\u2019Innominato e della liberazione di Lucia. E\u2019 un tremendo colpo per don Rodrigo, che fugge a Milano. L\u00ec fa rientro anche il cardinale Borromeo che affida Lucia ad una donna molto facoltosa, donna Prassede. Don Abbondio, convocato dal cardinale, ne subisce la reprimenda per aver permesso che le cose giungessero a tal punto.<\/p>\n Renzo, che \u00e8 rimasto nella bergamasca, intanto riceve da parte di Lucia una lettera: lei gli manda 50 scudi (met\u00e0 di quanto le aveva ceduto l\u2019Innominato per la dote) e gli dichiara di aver fatto voto di castit\u00e0. Non potr\u00e0 perci\u00f2 pi\u00f9 sposarlo. A Milano, intanto, donna Prassede fa di tutto per distogliere Lucia da Renzo, senza riuscirvi: \u00e8 la classica persona che deve fare il bene a tutti i costi!<\/p>\n