email-subscribers domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121post-views-counter domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121Ho sentito parlare la prima volta di resilienza leggendo Federico Rampini<\/a> che, rifiutando la prospettiva della rinuncia all\u2019impegno politico, scommetteva sulla irruzione del protagonismo giovanile nella stagnante crisi della democrazia rappresentativa. La capacit\u00e0 di governare una fase di perenne instabilit\u00e0 e turbolenza passa \u201cattraverso errori, tentativi, adattamenti, apprendimenti\u201d, perch\u00e9 \u00e8 anche \u201cdai fallimenti e dagli insuccessi che impariamo a crescere\u201d, a batterci per risalire sulla barca rovesciata dalla tempesta. In effetti, suscitare un profondo e vasto movimento della societ\u00e0 civile per conquistare la riforma della politica, la riconversione ecologica dell\u2019economia, la redistribuzione della ricchezza e del lavoro mediante la revisione dei comportamenti di qualche miliardo di persone nel mondo, \u00e8 opera che richiede \u201cresilienza\u201d: a tante vite, in tanti spazi, in tanto tempo, in quantit\u00e0 industriale e di elevata qualit\u00e0 professionale.<\/p>\n Con lo stupore del volenteroso e dello sprovveduto, ho appena incrociato \u201cResisto dunque sono\u201d che ha permesso a Pietro Trabucchi<\/a> di vincere nel 2008 il premio letterario del CONI. Dall\u2019autore, psicologo di rare virt\u00f9 divulgative, ho appreso che il termine ha una sua collaudata applicazione (se non la sua origine) in tutte le discipline sportive, ma pu\u00f2 estendere i benefici della sua adozione anche ad aziende interessate alla formazione di manager che considerano l\u2019apporto umano non un peso da ridurre, ma una risorsa decisiva.<\/p>\n La prima mossa vuole che nella preparazione atletica le statistiche abbiano un loro peso, a patto che si sappia praticare una distinzione fondamentale tra \u201ci dati\u201d e \u201ci presi\u201d. Noi siamo portati a \u201cprendere\u201d (cio\u00e8 a selezionare) i \u201cdati\u201d che ci confortano. I nostri comportamenti sono preferibilmente orientati a scegliere, fra i \u201cdati\u201d, quelli che confermano il mondo nel quale ci sentiamo sicuri. Siamo invece portati a depotenziare i \u201cdati\u201d che mettono in discussione le nostre certezze. Epitteto<\/a>, che pure non conosceva la potenza delle immagini, sosteneva che \u201cla gente non \u00e8 disturbata dalle cose in s\u00e9, ma dall\u2019opinione che se ne \u00e8 fatta\u201d. Se non siamo stressati dai fatti, ma da come li interpretiamo, ne consegue che una rigorosa metodologia dell\u2019allenamento assicura un grande progresso solo per met\u00e0. A fare la differenza \u00e8 la capacit\u00e0 di ricorrere alle energie morali di un carattere in continuo irrobustimento nella lotta contro le difficolt\u00e0 di ogni prova.<\/p>\n Non si tratta di un talismano per vincere a colpo sicuro, perch\u00e9 gli imprevisti che portano alla sconfitta delle tue performance fanno parte del gioco. Ma se perdi, non attribuire l\u2019insuccesso a cause esterne. Eppure fa comodo pensare che tocchi regolarmente a qualcun altro governare o pensare come fare le cose. Poter dire che non c\u2019entri, che non competeva a te, che quell\u2019altro ha fatto uguale se non peggio, \u00e8 il vantaggio in termini di alibi fornito dall\u2019abdicazione programmatica alle tue responsabilit\u00e0. Qui Trabucchi induce il suo lettore ad un avventuroso viaggio lungo le possibilit\u00e0 della vita e lo accompagna per mano ad una ristrutturazione profonda di abitudini e modi di pensare apparentemente innocui solo perch\u00e9 inconsapevoli.<\/p>\n Capire con Edgar Rice Burroughs<\/a> che \u201cun uomo pu\u00f2 fallire molte volte, ma diventa un fallito quando comincia a dare la colpa a qualcun altro\u201d, \u00e8 cosa che ti pu\u00f2 aiutare a stringere i denti – prima o dopo aver perso – non solo nella competizione sportiva. E neppure la vittoria deve rompere la serena umilt\u00e0 che \u00e8 l\u2019armatura pi\u00f9 invidiabile del resiliente. Jos\u00e8 Saramago<\/a> diceva che la sconfitta ha un lato positivo: \u00e8 provvisoria. Ma la vittoria nasconde un fianco minaccioso: non \u00e8 mai definitiva. Di qui parte un\u2019idea feconda: la democrazia rischia lo svuotamento tutte le volte che erroneamente la si scambia per un punto di arrivo, laddove invece deve essere sempre vissuta e rivissuta come punto di partenza.<\/p>\n Se l\u2019imperativo \u00e8 vincere a tutti i costi, un doping si trova sempre per truccare il rendimento in tutti i campi. Nelle gare si pu\u00f2 somministrare epo per sostituire il sacrificio nella costanza dell\u2019esercizio e dell\u2019alimentazione. Nella competizione democratica si possono somministrare immagini suadenti e leader rassicuranti al posto di obiettivi da raggiungere e contenuti programmatici da realizzare con il concorso collettivo. Il trucco pu\u00f2 funzionare fin quando la maggioranza dei contendenti accetta di giocare pur sapendo che il gioco \u00e8 truccato. Il problema si aggrava quando si perde perch\u00e9 rialzarsi diventa una fatica bestia. Questa \u00e8 la ragione per cui Socrate<\/a> consigliava di lasciare ai figli un po\u2019 di fame e di freddo se li si vuole crescere felici.<\/p>\n Non si tratta di lasciarsi allettare da un ottimismo panglossiano rivisitato con l\u2019aggiunta accattivante di qualche citazione in americano. Milly Carlucci<\/a> (Il potere del sorriso, \u201cIntimit\u00e0\u201d, 3 gennaio 2018, p.26: guarda un po\u2019 dove mi sono cacciato) spiega ad esempio che \u201cvedere il bicchiere mezzo pieno non solo aiuta, fa anche bene alla salute\u201d. Gli ottimisti \u201csono meno esposti a infarti e ischemie\u201d e va bene anche fingere di sorridere \u201cperch\u00e8 il solo assumere sul volto l\u2019espressione del riso spinge il cervello a rilasciare sostanze benefiche per l\u2019organismo\u201d.<\/p>\n Anche Trabucchi fa il tifo per il bicchiere mezzo pieno, ma non so se sarebbe d\u2019accordo con Milly. Leggendo il suo libro, ho invece capito che non si tratta di fingere, ma piuttosto di lavorare per diminuire il vuoto con i suoi ricatti e incrementare il pieno con i suoi poteri. Le rappresentazioni consolatorie preparano micidiali frustrazioni: leggiamo il mondo in modo sbagliato e poi diciamo che esso ci delude.\u00a0 Per metterci in guardia da catastrofismi disperanti come da ottimismi candidi e sciocchi, Trabucchi attinge a Epicuro<\/a> \u00e8 sciocco chiedere agli dei ci\u00f2 che possiamo ottenere da soli. E finisce (cio\u00e8 propone di cominciare) con Gandhi<\/a>: sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.<\/p>\n Viene in mente il Machiavelli<\/a> del Principe. Sul punto di decidere che non vale la pena \u201cinsudare troppo nelle cose\u201d vista la tragedia di un\u2019Italia ridotta a campo di battaglia fra stranieri, concluder\u00e0 invece che alla Fortuna, dominatrice esclusiva degli eventi, va opposta l\u2019energia ordinatrice della virt\u00f9: quanto pi\u00f9 sai lavorare per far crescere la seconda, tanto meno la prima potr\u00e0 tiranneggiarti. Il segretario fiorentino non vedeva l\u2019ora di essere richiamato dall\u2019esilio per rendersi utile, anche solo per \u201cvoltolare un sasso\u201d. Cio\u00e8 dare il proprio contributo, come si pu\u00f2, al meglio che si pu\u00f2. Don Milani <\/a>chiedeva a che cosa ti servono le mani pulite se te le tieni in tasca…<\/p>\n