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{"id":50594,"date":"2017-06-16T12:10:14","date_gmt":"2017-06-16T10:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.iisprever.gov.it\/comprever\/?p=50594"},"modified":"2017-06-16T15:40:49","modified_gmt":"2017-06-16T13:40:49","slug":"la-mia-storia-di-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/preverprova.it\/comprever\/la-mia-storia-di-cucina\/","title":{"rendered":"La mia storia di cucina"},"content":{"rendered":"

L\u2019essere umano \u00e8 la macchina pi\u00f9 perfetta a questo mondo; la sua vita \u00e8 dettata dal battito del cuore ed i suoi gesti, le sue emozioni e sensazioni sono governati dalla mente.<\/p>\n

La mente ed il subconscio sono elementi sensazionali del nostro essere che guidano le nostre idee ed i pensieri, visualizzano e creano immagini anche contro la nostra volont\u00e0.<\/p>\n

Pensate ora, se io chiedessi a un centinaio di persone di visualizzare la prima cosa che gli dovesse venire in mente se dicessi la parola \u201cItalia\u201d: tredici di queste penserebbero ad un paesaggio, come gli imponenti cipressi toscani o le scogliere incontaminate della Sardegna; dieci persone, per la maggior parte uomini, visualizzerebbero un auto: Maserati, Lamborghini, una Fiat o la magnifica Ferrari; venticinque persone penserebbero ad un monumento come il Colosseo, la Torre di Pisa o i canali di Venezia\u2026 le donne, circa quindici, prediligerebbero un bell\u2019abito di Armani, Gucci, Prada o Valentino per esempio, e solo un 2% di queste persone penserebbe ad altro\u2026 ma ovviamente ai rimanenti, l\u2019Italia farebbe guizzare nella propria mente l\u2019immagine di un piatto di spaghetti al pomodoro o di rigatoni alla carbonara, una bella pizza napoletana, una fetta di Gorgonzola o ancora un buon Tiramis\u00f9, perch\u00e9, stereotipi o no, in Italia si mangia bene, anzi molto pi\u00f9 che bene e la nostra cucina negli anni e nei decenni ha superato tutte le altre, anche quella dei nostri temuti cugini d\u2019oltralpe, diventando cos\u00ec un\u2019 istituzione ed uno status symbol del nostro Bel Paese, che fra le altre cose ci rende amati ed anche un po\u2019 invidiati nel mondo.<\/p>\n

Il fatto \u00e8, che la nostra cucina \u00e8 \u201csolo\u201d la punta di diamante di uno straordinario paese, il quale \u00e8 ricco di ogni sorta di bellezza: dai monti innevati del Tirolo e delle Alpi, alle incontaminate colline del Chianti, passando per le grandi pianure emiliane che da sempre incantano gli stranieri ma anche gli stessi italiani, alla tipicit\u00e0 dei piccoli borghi che si alternano a metropoli ricche anch\u2019esse di grande fascino\u2026 e poi l\u2019arte! La moda! Le auto! Icone senza tempo di quello stile lussuoso, eccentrico ed anche un po\u2019 vanitoso, della dolce vita italiana di un tempo\u2026 la dolce vita che i grandi Federico Fellini e William Wyler avevano raccontato cos\u00ec bene nei loro film da incantare la stessa Hollywood!<\/p>\n

Perch\u00e9 per noi italiani l\u2019arte non \u00e8 solo qualche spennellata su una tela, la moda non sono solo capi con cui coprirsi e ovviamente la cucina non \u00e8 solo cibo con cui metter a tacere la fame. Per chi nasce in Italia i pasti di Natale e Pasqua saranno sacri, il rituale del caff\u00e8 intoccabile, e crescer\u00e0 interpretando un pranzo o una cena per molto pi\u00f9 di quanto non sembri!<\/p>\n

Chi nasce italiano, nasce con una missione: portare avanti le antichissime tradizioni che da sempre caratterizzano ogni luogo della nostra penisola; dalla Valle d\u2019Aosta alla punta pi\u00f9 remota della Sicilia, la nostra cultura \u00e8 storia della civilt\u00e0 umana e di popoli che passando e abitando le nostre terre le hanno rese quello che sono oggi.<\/p>\n

E ovviamente, la mia storia personale inizia proprio da queste terre, quelle della Pianura Padana piemontese precisamente, dove le mie radici e quelle della mia famiglia sprofondano da anni.<\/p>\n

A casa mia il buon cibo non \u00e8 mai mancato e la cucina, quella vera, quella di casa, ha sempre fatto parte di me in qualche modo senza nemmeno accorgermene: \u00e8 iniziato tutto da piccola, per gioco quasi, quando in cascina veniva il tempo di ammazzare il maiale e creare delizie come pancetta, lardo e ovviamente il salame; d\u2019autunno il vino, con le uve nelle grandi botti di legno girate con bastoni che quasi sembravano remi; l\u2019orto tutto l\u2019anno e i frutteti di mele, pesche, pere e fichi d\u2019estate; poi veniva il tempo del raccolto, col mais ed il grano recisi da quelle immense mietitrebbie che quasi facevano paura\u2026 e poi i formaggi! I formaggi! Prelibatezze assolute che insieme ai salumi non mancano mai (essendo i miei genitori venditori e produttori)!; e poi ci sono gli animali: i tori piemontesi con le loro spalle imponenti e le mucche pezzate con il latte saporito e caldo appena munto, le capre con il loro odore particolare e le galline che ancora oggi fanno le uova pi\u00f9 buone che abbia mai mangiato.<\/p>\n

Vivendo in un posto cos\u00ec, la scelta di una scuola alberghiera come indirizzo di studi mi era quasi sembrata scontata, come se tutto mi avesse portato inconsapevolmente a quella decisione. Cos\u00ec cinque anni fa, \u00e8 iniziato il mio viaggio in questo mondo di hotel, ristoranti, cibo e chef che ricercano cos\u00ec follemente la svolta alla loro carriera, sognando per tutta la vita quelle ambitissime stelle rosse; ma c\u2019\u00e8 forse qualcuno, che come me, vive in questo mondo e non le sogna?<\/p>\n

A quasi diciotto anni, e dopo quattro anni di studio, la mia conoscenza in campo culinario \u00e8 sicuramente aumentata, ma gran parte di ci\u00f2 che so non \u00e8 sempre attribuibile alla scuola; ci\u00f2 che in questo tempo ha principalmente formato me, e moltissimi miei coetanei, sono le esperienze di stage, di lavoro in aziende esterne che, all\u2019inizio, ci hanno come travolti con questa realt\u00e0 forte, esigente e veloce che \u00e8 il mondo del lavoro di oggi.<\/p>\n

Fino ad ora ho avuto l\u2019onore ed il piacere di lavorare con persone diverse, con competenze diverse e con conoscenze diverse, ma tutte accomunate dalla passione per un lavoro che, se fatto bene e con amore pu\u00f2 dare grandiosi risultati, ma se trascurato o fatto senza passione porta ad una rovina fisica ed anche mentale della gente\u2026 sicuramente non \u00e8 da tutti.<\/p>\n

Il mio primo stage \u00e8 stato in un rinomato ristorante di Torino, il \u201cVintage 1997\u201d, stella Michelin meritatissima a mio riguardo, che premia una cucina semplice ma curata, buona, fresca e di alto livello; e poi premia una brigata che, dopo poco, \u00e8 diventata una squadra e ancor pi\u00f9 una famiglia di veri e propri artigiani del mestiere. Qui ho imparato moltissimo ed ho conosciuto una realt\u00e0, che \u00e8 quella stellata, particolare e molto intrigante, di cui non mi dispiacerebbe affatto, un giorno, farne parte.<\/p>\n

Ho imparato molto anche in alcuni ristorantini e piccoli alberghi dove lo stagista diventa essenziale e parte integrante della brigata di cucina e dove impari davvero a farti valere.<\/p>\n

Molto importante per me personalmente, \u00e8 stata un\u2019altra esperienza di lavoro in un hotel pentastellato sulle rive del lago Maggiore, \u201cCastello Dal Pozzo\u201d, dove in cinque facevamo il lavoro di venti, cucinando colazioni, pranzi e cene per i matrimoni e ricevimenti, oltre che per il ristorante del palazzo, il servizio in camera e i tre bar dell\u2019hotel. Un\u2019esperienza fondamentale per me, grazie alla quale sono maturata moltissimo.<\/p>\n

L\u2019ultima grandiosa esperienza lavorativa, quest\u2019anno, si \u00e8 concretizzata a febbraio: grazie alla comunit\u00e0 europea, mi \u00e8 stata data l\u2019occasione di poter partecipare ad un progetto chiamato \u201cErasmus plus\u201d, con il quale sono partita, insieme ad altri miei quattordici coetanei provenienti da Liguria, Piemonte e Valle d\u2019Aosta, per un mese di tirocinio all\u2019estero, nella magnifica capitale della Sassonia, Dresda, in Germania.<\/p>\n

Da questo mese siamo tornati tutti molto diversi, come avevano predetto prima ancora della partenza; siamo cambiati, siamo pi\u00f9 ricchi\u2026 ricchi di cultura, di sapere, di emozioni e, ovviamente, di amicizie. Dresda ha cambiato la mia vita radicalmente, catapultandomi in un realt\u00e0 straniera completamente diversa dalla nostra che per\u00f2 mi ha fatto crescere, sia come persona, sia come futura professionista nel mio ambito lavorativo.<\/p>\n

Da prima ancora di iniziare la scuola superiore, nella mia mente continuava a rimbombare l\u2019idea e la volont\u00e0 di andare a vivere e lavorare all\u2019estero; perch\u00e9 per quanto l\u2019Italia sia bella e per quanto la ami, non offre pi\u00f9 possibilit\u00e0 per i giovani di oggi.<\/p>\n

Io sogno di girare il mondo per lavoro, sogno di conoscere persone diverse e culture diverse da cui apprendere; sogno di vedere e visitare posti nuovi come le grandi metropoli americane, o i deserti incontaminati dell\u2019Australia; sogno di realizzare tutto questo in un futuro non troppo lontano\u2026 perch\u00e9 per quanto la mente sia una macchina straordinaria nel creare realt\u00e0 impossibili, io so che se posso sognarlo, posso farlo! Non lascer\u00f2 mai dirmi chi devo essere o cosa devo essere, non avr\u00f2 paura di dimostrare chi sono perch\u00e9 nessuno \u00e8 bravo o cattivo, nessuno \u00e8 intelligente o stupido, nessuno \u00e8 bello o brutto\u2026 noi siamo semplicemente chi siamo a questo punto della nostra vita, perch\u00e9 \u00e8 la vita stessa che ci ha obbligato ad essere tali. Lotter\u00f2 e vincer\u00f2 o fallir\u00f2 e cadr\u00f2 , ma in ogni caso prender\u00f2 ci\u00f2 che mi spetta e mai smetter\u00f2 di combattere per ci\u00f2 che sogno.<\/p>\n

Per tutto questo ho scelto di diventare cuoca: ho scelto di essere un\u2019ambasciatrice del mio Piemonte e della mia Italia ovunque io vada, ho scelto di essere orgogliosa delle mie radici e della mia storia, ho scelto di farmi valere per chi sono, sempre!<\/p>\n

di: Martina Drago \u00a0– classe 4\u2019C, Istituto alberghiero \u201cArturo Prever\u201d, Pinerolo.<\/p>\n