email-subscribers domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121post-views-counter domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121Credo tu abbia ragione, Roberto. Quando l’uomo non sbaglia, è perché non ha più trovato occasioni per farlo.Quando l’uomo non uccide, non ferisce, non critica, non calunnia…etc…etc…è perché è in grado di mantenersi lucido e armonico,per brevi o lunghi periodi; oppure, non ha occasioni per farlo Purtroppo la storia insegna di come si sia fatto guerra,si sia oltraggiaato e violentato il fratello per i più assurdi motivi, o di come si sia riusciti a evitare la guerra. E l’uomo rimane per l’uomo, “lupo”…come i latini già compresero in tempi remoti.
]]>Certo, Giuseppe, non odiare mai nessuno…però mi trovo a constatare, dicendola alla Guccini: “E ancora tuona il cannone, ancora non è contento/di sangue la belva umana, e ancora ci porta il vento”. Forse aveva proprio ragione il buon Francesco, quando cantava “Dio è morto”. Probabilmente non era solo una bella canzone di tendenza sessantottina… Denunciamo, denunciamo…ricordiamo…ricordiamo, da qualche parte, prima o poi, si andrà. E speriamo, non all’Inferno…
]]>Un giorno ci portarono a visitare il campo di concentramento di Ravensbrück.
Forse non il più famoso, ma quì non si tratta di posti di villeggiatura. Un campo dimenticato, questo di Ravensbrück, a nord di Berlino.
Forse perché era un campo per donne. Si dice che dal ’39 al ’45 passarono di qui 130 mila donne e ne furono uccise 50 mila.
Quel giorno capii il significato di molte parole che avevo sentito ma mai provato.
È vero i posti assorbono le emozioni e poi le trasmettono a chi sa ascoltare.
Vedere e capire valgono un milione di parole. Bisognerebbe, una volta nella vita, visitare luoghi come questi.
Ma quelli nazisti non furono i primi e neanche gli ultimi luoghi di sofferenza umana.
E io che sono un pessimista, penso che a ruoli invertiti non sarebbe cambiato nulla.
L’uomo non impara dai suoi sbagli.
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