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]]>Preferisco percorrere i ricordi che le canzoni di Battisti fanno tornare in superficie, riscoprendoli tra i polverosi e incurvati scaffali del passato, ridando significato a pezzi di vita, che attraversano infanzia, gioventù e anni maturi.
Musica e parole che fanno riemergere episodi, odori, colori, emozioni, ibernate da anni ma pronte a rivivere, nell’attimo stesso in cui si avvia l’azione del risveglio.
La musica è uno di quei tasti che ridanno vita al passato. Basta una sola nota di una qualsiasi delle canzoni che hai citato per far ripercorrere almeno tre decenni di vita di un quasi vecchio come me.
La mia preferita, tra le preferite e intramontabili, è Prendila così. Dall’album Una donna per amico.
Era il 1978 il disco, se ricordo, era uscito verso la fine dell’anno, ottobre o novembre.
Era l’anno in cui a marzo le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro e a Torino i posti di blocco di carabinieri e polizia stavano su tutte le strade principali, giorno e notte.
Io ero uno speranzoso e preoccupato studente del quarto anno dell’alberghiero di Torino.
Eravamo al bar, primi giorni di gennaio 1979, con i compagni di scuola, si passava il tempo ascoltando le canzoni dal juke box e dalle radio, giocando a flipper o a ping pong, chi chiaccherava e chi si tormentava con sogni d’amore.
Aspettavamo la campanella del pomeriggio, la radio suonava questa canzone e appena finita il dj trasmise la notizia di un attentato terrorista in una radio di Roma. Erano gli anni di piombo.
Dello stesso LP un’altra brano Perchè no, ha un suo posto nel mio libro del tempo, ma questa è un’altra pagina.
Grazie Beppe per questo giro nella macchina del tempo.
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