email-subscribers domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121post-views-counter domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121Cerchiamo, a volte riuscendoci a volte no, di sviare o cambiare la realtà delle nostre azioni per gli stessi motivi, ottenere vantaggi, non fare una brutta figura, non assumersi una responsabilità, perché la colpa è di qualcosa o di qualcun’altro.
Queste azioni del quotidiano, quando portate sui social, la cui complessità invasiva e di cambiamento dei comportamenti, solo ora cominciamo ad intuire e non ancora a capire, assumono rilevanza globale con effetti che possono essere trascurabili o critici a seconda di chi le propone.
Possono colpire un singolo, un gruppo di persone, o perfino influenzare le storie di Paesi e governi. Basta ricordare il Russiagate o lo scandalo della Cambridge analytica.
Ma non parliamo solo di grandi eventi, stiamo sul “piccolo”. Quente immagini sono postate ogni giorno per prendere in giro quel compagno o compagna solo per deridere e prendere in giro?
Sono i comportamenti dei singoli a formare la società, compresi gli strumenti che la caratterizzano. Per ridimensionare il tutto e portare anche i social ad una dimensione meno morbosa, ci vorrebbe più spirito critico e dimenticarsi del desiderio di apparire o mostrare di esistere.
Credo che il controllo dei social sia sfuggito alla capacità di critica dei singoli. Solo leggi mirate dei governi possono limitare la perversione in cui il loro uso ha deviato i comportamenti della stragrande maggioranza della gente.
Ma è proprio necessario fare una foto di ogni momento della propria vita e pubblicarla o metterla come profilo? È possibile che la percezione del privato sia talmente cambiata che ora è privato solo quello definito nel GDPR privacy, e se non firmi il trattamento dei dati personali non si riesce neanche ad iscriversi alla lista news del supermercato di quartiere?
Un piccolo sforzo si potrebbe fare e non è un grande sacrificio e potrebbe essere un inizio: evitare di fare foto a tutto e a tutti e postarle a destra e a sinistra e scrivere commenti e pubblicarli senza rileggerli. Alla fine della fiera, a guardarli, questi social sono solo raccolte di foto, video e pensieri spesso inutili e distorti, utilizzati per mostrare la propria esistenza in rete.
Ma attraverso questi banalissimi motivi i 5 grandi padroni della rete, hanno ottenuto la chiave per spiare le nostre vite.
Tre risorse: una utile, l’altra un po’ frivola ma simpatica, e un pettegolezzo, magari falso.
1. Come era utile Internet prima dei social: https://www.corriere.it/tecnologia/19_ottobre_08/i-social-hanno-cambiato-internet-ma-vero-problema-che-hanno-cambiato-anche-noi-d1a64d58-e5e3-11e9-b5eb-dc1ff9a38071.shtml
2. l’amore prima di Internet: https://www.grazia.it/stile-di-vita/hot-topics/amore-senza-internet-facebook
3. #hovistocleopatrabaciareantonio.