email-subscribers domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121post-views-counter domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/fiispreq/public_html/comprever/wp-includes/functions.php on line 6121Questo cassetto dell’inutile contiene delle belle cose!
Granello di sabbia mi fa venire in mente un’altra considerazione, sempre tratta da una canzone dei Mercanti, in cui si analizza come la posizione molto panoramica, in questo caso parliamo del mondo visto dalla luna, dovrebbe spingere a valutare ogni conquista terrena “inutile”. La canzone si intitola “Non siamo mai stati sulla luna” e arriva a questa conclusione proprio partendo dal fatto che… “Se fossimo andati davvero lassù avremmo compreso la nostra superbia, avremmo capito o almeno io spero, che il premio di ogni feroce conquista è solo uno spillo nell’immenso cielo e se anche un potente maestro di guerra varcando confini da oriente a occidente prendesse controllo di tutta la terra si ritroverebbe padrone di niente…”
Commento con un pensiero che scrissi tempo fa e tenevo raccolto nel mio cassettino dell’inutile.
Si chiama “Granello di sabbia”. Dove come nel brano da te citato, si vuole far notare quanto siano vani gli sforzi per elevarsi ad una posizione più “panoramica”. In “Granello di sabbia” il tentativo è ancora più colpevole di quello fatto dal povero diavolo che cerca di stare più in alto salendo sul duomo, perché il tizio cerca di elevarsi anche a spese degli altri.
Granello di sabbia
Ho scalato un granello di sabbia. Immaginavo che lassù l’aria fosse pura e il panorama migliore.
Immaginavo cieli tersi e sole a palla, ma soprattutto cercavo luce, volevo che qualcuno mi notasse e ho fatto di tutto per avere qualcosa in più di cose che già ho.
Mi sono avviato e senza tante storie sono arrivato. Non ho pensato a niente e a nessuno, ho brucato nell’orto degli altri, ho trafficato per tornaconti personali, sono stato falso anche con me stesso, me ne fotto di tutto e di tutti. L’importante è arrivare in cima, avere lo spazio che merito.
C’è chi riesce a scalare montagne, chi ci prova e non riesce, chi comincia e rinuncia, chi non prova nemmeno, chi arriva da qualche parte e si ferma, chi si accontenta ma non gode, chi vorrebbe ma non può, chi potrebbe ma non vuole, a chi non gliene frega niente, e chi non vede.
Io dovevo arrivare in cima, me ne sono fatto una ragione, ho spento anima e cervello, mi sono dato da fare e sono arrivato.
Mi fermo, mi guardo intorno. Sono solo, e, sorpresa, capisco che non ero in vetta a niente.
La mia montagna era un granello di sabbia, stavo un pelo più in alto, ma l’aria che respiravo era la stessa e il panorama non cambiava. Intorno a me la stessa gente, le stesse storie, la solita nebbia.
In cima ad un granello di sabbia la vita non cambia, non ci sono benefici, non guadagno stima e non si diventa famosi.
Una vetta che non cambia quello che sei.